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DOLIANOVA:
Vigilanza non solo in campagnaCompagnia barracellare tra le strade del paese


Lunedì 08 febbraio 2010
entiquattro ore su 24 con la divisa e il fucile, per sorvegliare piazze, case, negozi, capannoni e campi. La compagnia barracellare del
2010, reistituita a Dolianova da pochi mesi, non è più addetta alla sola custodia delle campagne. I barracelli sono diventati agenti di
pubblica sicurezza a tutto tondo, impegnati soprattutto nel centro abitato, con l'obiettivo di «garantire un presidio». Così dice Franco Pes,
consigliere comunale con delega all'agricoltura, che ha caldeggiato la reistituzione della Compagnia dopo 6 anni di assenza. «La figura del
barracello è una tradizione ultradecennale nel nostro paese», spiega Pes, «ma i suoi antichi compiti erano diventati anacronistici, perché
agricoltori e allevatori ormai sono troppo pochi. Abbiamo quindi impresso una svolta nel ruolo di questi volontari: oggi integrano l'azione
delle forze dell'ordine e di polizia e collaborano con la Protezione civile e il Corpo forestale per la custodia del patrimonio pubblico e privato».
Operativa da luglio, la nuova compagnia conta oggi una decina di barracelli, compresi il capitano Giuseppe Scano, due tenenti e due
sottotenenti, che periodicamente seguono corsi di formazione e incontri informativi col Comando della Compagnia dei Carabinieri e del
Corpo di Polizia municipale. Il Comune le ha erogato 60 mila euro per la custodia di tutto il patrimonio pubblico. Per ora sono 200 i cittadini
che hanno assicurato i loro beni con la Compagnia, soprattutto nella zona industriale di Bardella, dove i barracelli svolgono già un regolare
servizio di vigilanza privata. Tra breve il personale sarà integrato con altri quattro volontari ed è in programma l'acquisto di un'auto di
servizio. «Creeremo nella loro sede un centro di controllo degli impianti di allarme già installati nelle proprietà comunali», conclude Pes,
«potremmo arrivare persino a un sistema centralizzato di videosorveglianza dei beni pubblici e privati».
ALESSIA PILLOLLA
09/02/2011 L'Unione Sarda


L'UNIONE SARDA.it

Sì del prefetto: via libera ai barracelli

Venerdì 30 maggio 1997
SANT'ANTIOCO:Sì del prefetto: via libera ai barracelli
Sant'Antioco L'opera di controllo dei barracelli potrà estendersi anche fuori dalle campagne. Lo precisa una lettera del Prefetto inviata nei
giorni scorsi a sindaci, questure, carabinieri e finanza comunicando il parere del Ministero dell'Interno al quesito che aveva messo in forse
l'operatività di alcune compagnie barracellari che avevano esteso il proprio intervento, oltre che nelle campagne, anche all'interno della
cerchia urbana.La compagnia capofila di questo modo di interpretare la legge regionale era stata quella di Sant'Antioco, il cui regolamento
prevede appunto la facoltà del Comune e privati di far custodire i propri beni, interpretando estensivamente l'articolo 2 della legge regionale
25 che sanciva la funzione tipica e istituzionale delle compagnie barracellari.La vicenda che aveva messo in crisi diverse compagnie
barracellari aveva avuto inizio alcuni mesi dopo che una lettera del Prefetto invitava le compagnie di attenersi ai termini di legge
minacciando altrimenti lo scioglimento. Il sindaco di Sant'Antioco si era però opposto al Tar per un pronunciamento sulla legittimità o meno
della cooperativa della compagnia barracellare cittadina che nel frattempo aveva iniziato, dopo quella con il Comune, a stipulare convenzioni
con commercianti e privati cittadini, raccogliendo anche se un timido ma incoraggiante successo. Il Tar aveva deliberato che la compagnia
sulcitana agiva dentro le more della legge regionale istitutiva per cui il suo operato era legittimo.Adesso anche il prefetto ribadisce questa
regolarità, dopo il parere del ministero Dell'interno, purché la compagnia stipuli un contratto di assicurazione con cui i barracelli possano
rispondere ai danni dei beni loro affidati. «E ciò abbiamo sempre fatto da due anni a questa parte, proprio nello spirito e nelle more della
legge regionale 25 - dice Michele Tagliafico, segretario della compagnia barracellare di Sant'Antioco - prevedendo insieme al premio anche la
consistenza dell'indennizzo». Così le nubi minacciose sul futuro delle compagnie barracellari sembrano dissolversi con buona pace per
tutti.TITO SIDDI
09/02/2011 L'Unione Sarda

«I barracelli non devono pagare l'Inail»

di Tore Cossu

L’avvocatura dello Stato dà ragione al comandante della compagnia di Silanus
Le compagnie barracellari non sono tenute all’obbligo assicurativo Inail contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Lo conferma una nota inviata dalla
avvocatura dello Stato in risposta a un chiarimento sollecitato dalla compagnia
barracellare di Silanus che qualche mese fa ha ricevuto dalla sede Inail di Nuoro
l’invito a presentare la denuncia di esercizio per l’istituzione del relativo codice
ditta e della posizione assicurativa territoriale.
Una richiesta che in poche parole fungeva da preludio ai pagamenti dei premi da
calcolare tenendo in considerazione il numero dei barracelli e le effettive giornate
di presenza. La richiesta dell’obbligo assicurativo è stata subito contestata dal
capitano della compagnia di Silanus. Raffaele Cocco non è rimasto con le mani in
mano. Ha immediatamente risposto all’Inail e per conoscenza alla Regione
sostenendo che non era tenuto a assicurare i barracelli all’Inail in quanto gli stessi
svolgono una attività di volontariato e non di lavoro dipendente.
Ieri mattina è arrivata puntuale la nota ufficiale dell’assessorato regionale agli Enti
Locali che comunica quanto segue: «L’Avvocatura dello Stato ha espresso parere
negativo sulla assicurabilità delle compagnie barracellari all’Inail in quanto essendo
queste costituite nel rispetto del criterio del volontariato non sono soggette alle
norme, in materia di lavoro subordinato, contenute nel DPR 1124/65». Inutile
sottolineare con quanta soddisfazione sia stata accolta la notizia da parte del capitano della compagnia barracellare di
Silanus che da subito ha considerato la richiesta dell’Inail del tutto infondata. L’avvocatura dello Stato ora gli dà ampia ragione:
i vigilantes in gambali potranno dormire sonni tranquilli.
La lettera inviata dall’Inail nel mese di settembre del 2007 aveva creato più di una preoccupazione tra le varie compagnie
barracellari dell’isola. La determinazione di Raffaele Cocco è servita per riportare il tutto nella normalità e nella giusta
dimensione. «Dopo aver letto a fondo i vari provvedimenti legislativi in materia ho cercato di sensibilizzare tutti gli altri capitani
affinchè si potesse portare avanti una azione comune di lotta - dice Raffaele Cocco - ho però riscontrato una certa resistenza
e non tutti erano disposti a seguire le mie indicazioni in quanto vedevano già una partita persa.
Alla luce del provvedimento assunto dall’avvocatura dello Stato ritengo di avere svolto al meglio il mio compito e che di questo
ora andranno a beneficiare tutte le compagnie barracellari». La comunicazione della Regione, ricorda comunque, che per le
compagnie resta confermato l’obbligo assicurativo contro gli infortuni. Adempimento che le associazioni rurali rispettano in
virtù di una polizza assicurativa che ogni anno stipulano nel rispetto dei dettami normativi (Legge regionale numero 25 del1988).
 
06/02/2011


L'UNIONE SARDA.it
Barracelli contro finanzieri
Domenica 31 marzo 1996
Barracelli contro finanzieri
Troppe multe: guardie campestri in rivoltaGHILARZA Tax day e dintorni anche per i barracelli. Che dichiarano guerra alla Guardia di
Fiannza. 107 compagnie: 37 a Nuoro, altrettante a Sassari, 19 a Cagliari, 14 a Oristano. Barracelli del 2000 che vogliono continuare a fare
esattamente quel che facevano i loro nonni duecento anni fa, senza giocoforza doversi trasformare in commercialisti, fiscalisti esperti di
rendiconti da tassare. Barracelli, non commercianti come da qualche tempo il Fisco li considera con tutto quel che ne consegue: controlli
fiscali a tappeto, multe da pagare.I primi temporali sono già scoppiati. «Penso che tutte le compagnie verranno controllate, le verifiche della
guardia di Finanza si stanno allargando a macchia d'olio». Giovannino Motzo, presidente della compagnie sarde, lancia l'allarme e la sala del
municipio di Ghilarza va subito in ebollizione: la Finanza perche? «Perché si dice che prendiamo soldi e quindi proprio come i commercianti
dobbiamo pagare», dice ancora chiaro chiaro Motzo. Doccia gelata per i 200 barracelli arrivati a Ghilarza da tutta la Sardegna.Per sentire e
per ribaltare sull'assessore agli enti locali Alberto Manchinu, i senatori Rossano Caddeo e Piero Tamponi il problemaccio fiscale.Finiti i bei
tempi con i santi protettori dei barracelli: il procuratore Viarengo, il generale Mambrini, il prefetto Paxi e altri. «Adesso succede invece che
parti importanti dello Stato ci vengono addosso, assurdo ma è proprio così», sbotta ancora Motzo che accampa, fra gli altri, il merito storico
di aver fatto cappotto agli abigeatari che scorrazzavano in tutta la Sardegna. Che disonore, adesso, essere bollati come volgari evasori fiscali.
Questo problema fiscale sta portando al blocco delle compagnie, annulla l'entusiasmo che è alla base del nostro lavoro», dice Motzo.I seimila
barraccelli sardi sono seccati e preoccupati, a queste condizioni non ci stanno e il rischio che i furti di bestiame, gli atti intimidatori possano
riproporsi è un pericolo fondato. Qualche accenno non manca: basta verificare i verbali dei carabinieri. Ma la legge è legge, ha ricordato il
funzionario della Regione Carlo Fadda, alcune norme bisogna rispettarle e «qualcosa dovrà essere pagato perché non si può incassare
neppure una lira senza denunciarla». Signori, è la legge fiscale nazionale, non regionale, dalla quale sarà difficile farla franca. Rossano
Caddeo, che nella commissione finanze del Senato si era occupato della questione, precisa i termini: «Chi prende lavori oltre gli scopi
istituzionali dovra' vedersela con l'Irpef», normale. Tutti d'accordo, barracelli compresi. A condizione che ci si limiti a questo e che i 5
miliardi che la Regione trasferisce alle compagnie( sarebbe bene metterne dentro altri 3 di miliardi) siano inquadrati diversamente, senza
passare sotto le forche di mille balzelli e controlli. Roma Roma che mastica appena l'abc dei barracellato ha comunque capito che l'Iva non
c'entra ed è disposta a rivedere alcune questioni. «È stato chiesto l'esonero dalla contabilita' per tutte le associazioni di volontariato, baracelli
compreso», ha detto il senatore Piero Tamponi.Impegni: la parola all'assessore Alberto Manchinu. «In tempi brevi revisione della legge
sulle compagnie con un disegno di legge chiaro che riveda i poteri, la nomina dei capitani, la durata delle compagnie». E per finire: più
risorse. E le stramaledette tasse? La partita si giochera' a Roma. Subito dopo le elezioni.ANTONIO MASALA
m. s.
06/02/2011 L'Unione Sarda


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