Benvenuti nel sito della
COMPAGNIA BARRACELLARE di Pula
Codice di Comportamento, P.A.
Attrezzatura D.P.I.
Norme di Sicurezza nell'uso delle Armi da Fuoco
Norme di sicurezza nell'uso(anche operativo)delle armi
Vademecum-Norme di comportamento
Norme di sicurezza nell'uso(anche operativo)delle armi


NORME DI SICUREZZA NELL’USO (ANCHE OPERATIVO) DELLE ARMI DA FUOCO
 
Con il termine “norme di sicurezza” vengono definite tutta una serie di comportamenti
e
precauzioni che devono SEMPRE essere messe in atto quando si vuole o si deve maneggiare un’arma
da fuoco.
La corretta applicazione delle norme di sicurezza serve a scongiurare il verificarsi di malaugurati
incidenti, purtroppo quasi sempre ad esito drammatico, per non dire mortale e devono
rigorosamente venire attuate SEMPRE in ogni attività legata all’utilizzo delle armi da fuoco, sino a
diventare, con il tempo un vero e proprio riflesso condizionato di ogni utilizzatore. 
Ricordate bene che termini come: “colpo partito accidentalmente”o“l’arma ha sparato da sola” o
ancora peggio: “credeva che l’arma fosse scarica e ha ucciso l’amico a cui la mostrava”, che ogni
tanto si leggono tristemente sulla stampa quotidiana, nella realtà sono termini che non esistono. 
Nessuna arma spara da sola  e  nessun colpo viene esploso se non per un intervento
umano. Questi incidenti sono sempre e solamente dovuti ad un errato maneggio dell’arma e/o dalla
faciloneria con cui certe persone malauguratamente le utilizzano: ossia derivano dalla violazione
delle norme di sicurezza. 
Sostanzialmente maneggiare una pistola, un trapano elettrico o un phon per asciugarsi i capelli è
praticamente la stessa cosa. Sono tutti e tre  degli appartati meccanici che funzionano con una
energia. Tutti e tre vanno utilizzati con la dovuta perizia e con presenza mentale su cosa si sta
facendo. Se incomincio ad asciugarmi i capelli stando ancora con i piedi immersi nella vasca da
bagno piena d’acqua, mi può andare bene una volta ma non sempre, prima o poi resto folgorato. 
Stessa cosa se mentre inizio a  forare una parete con il trapano  tengo l’altra mano appoggiata al
muro vicino alla punta, in modo da appoggiarmi (può sembrare strano ma è successo anche
questo). Se la punta sfugge è probabile che mi squarci la pelle causandomi una brutta lesione. 
Ora dobbiamo ricordarci una cosa. Se il trapano elettrico ed il phon nascono per un uso lavorativo o
domestico, le armi nascono, sin dalla preistoria, per accrescere il potenziale difensivo ed offensivo
dell’ uomo e quindi sono strumenti che rinchiudono  in essi una naturale pericolosità intrinseca e
quindi a maggior ragione vanno maneggiate con attenzione ed in sicurezza. Le norme di sicurezza si
dividono in due tipi: 
•  Generali: che sono valide per tutte le armi da fuoco; 
•  Specifiche: che riguardano ogni singola arma in base alle sue caratteristiche tecnico-
meccaniche. 
Le norme di sicurezza generali. 
Quante siano le norme di sicurezza generali da adottare sempre è praticamente impossibile dirlo.
Sono moltissimi gli atteggiamenti e le situazioni che si possono verificare nella vita quotidiana. 
Ma quattro di queste norme si possono definire la base di tutti quei comportamenti con i quali si
evitano degli spiacevoli incidenti. Queste  norme vanno applicate sino dalle prime fasi
dell’addestramento all’uso delle armi da fuoco!! 
 
Mantenere sempre la presenza mentale su ciò che si sta facendo con l’arma. 
Ogni arma deve sempre essere trattata con attenzione, senza distrarsi (magari chiacchierando con
altri e via dicendo) e prestando sempre attenzione a dove ci troviamo ed a chi ci sta intorno. 
Se si ha la necessità di maneggiare un arma che non si conosce è necessario concentrarsi ancora di
più su ciò che si deve fare per mantenere la sicurezza. 
In azione: Qui si rivela l’importanza dell’addestramento. Quando bisogna concentrarsi sugli eventi,
il tempo per pensare non c’è o è molto ristretto, quindi quello che sto facendo e che cosa devo fare
con la mia arma mi deve venire istintivo, sia che mi debba muovere in sicurezza, sia che debba
essere pronto ad agire. 
Considerare un’arma sempre carica. Un proverbio militare inglese cita: “l’amico del pazzo viene
ucciso dall’arma scarica”. Ogni arma deve essere sempre considerata carica. Adottando le opportune
cautele bisogna accertare, materialmente e visivamente, che l’arma che si sta maneggiando è
effettivamente scarica, cioè priva del caricatore (in caso si tratti di armi semiautomatiche), o senza
cartucce all’interno del serbatoio (in caso di fucili o armi di vecchia concezione), o nel tamburo (in
caso si tratti di revolver) e senza cartuccia camerata (ossia in camera di cartuccia). Non bisogna mai
prendere per buona l’affermazione  fatta da altri che l’arma è scarica; bisogna sempre verificare di
persona! In qualsiasi momento e per qualsiasi motivo si maneggia un’ arma da fuoco controllatela e,
se necessario, scaricatela puntando sempre la volata in una direzione sicura ed accertandovi
visivamente che la camera di cartuccia sia vuota. Le operazioni per accertare che un’arma sia
effettivamente scarica andrebbero eseguite solo se si conosce perfettamente il tipo di arma e il suo
funzionamento.  In azione: In tale contesto, prima di portarmela addosso, mi devo accertare del
contrario. Bisogna accertarsi che  l’arma sia nella condizione “on ready” ossia “pronta” per dirla in
anglofona maniera e quindi considerarla come tale. Nel portare un arma bisogna assicuransi che sia
pronta all’impiego, con le cartucce inserite correttamente nel serbatoio (o nel tamburo) e che la
cartuccia sia camerata, abitudine che consiglio a tutti. 
• Non mettere mai il dito sul grilletto, a meno che non si debba sparare.  Se si è in una
situazione di alto rischio ma l'arma non e' ancora puntata al bersaglio, o comunque questi non e'
ancora un bersaglio certo, non si deve mai mettere  il dito sul grilletto. Ciò al fine di evitare spari
accidentali. Ricordiamoci sempre che la tensione da stress indotta da una situazione ad alto rischio,
può portare ad una involontaria trazione del grilletto. A maggior ragione, se non si ha intenzione di
far fuoco non ha proprio senso tenere il dito a contatto del grilletto. 
 
Drammatica testimonianza di quanto sopra esposto: L’immagine mostra un Agente
del U.S. Secret Service durante le fasi concitate dell’aggressione armata a Ronald
Reagan, all’epoca Presidente in carica degli Stati Uniti d’America; è da notare il dito
fuori dal grilletto pur essendo nel pieno dell’azione. 
 
In azione: Avete visto l’immagine qui sopra: è un  fotogramma estrapolato dal filmato di
quell’evento. Malgrado sia una fase estremamente concitata il dito è fuori dal grilletto dell’ Uzi ed
anche l’Agente dietro sembra impugnare la pistola nella medesima condizione. Questo è il risultato
di un addestramento ben riuscito. La minaccia è incombente ma non si è  concretizzata con altri
attentatori e quindi non c’è un bersaglio definito. Quindi: dito fuori dal grilletto. Non puntare mai
un’arma contro una persona, a meno che non si è (o si potrebbe essere) costretti a
sparargli. Questa regola, come le precedenti, deve essere rispettata scrupolosamente in qualsiasi
situazione ed in qualsiasi condizione. La sua attenta osservanza consentirà sempre, anche nel caso
di una situazione di stress emotivo elevato, di evitare tragedie. 
In azione: Durante l'impiego operativo può accadere che l’arma venga puntata verso una persona
ostile (o reputata tale), soprattutto se il soggetto in questione impugna un’ arma od un oggetto atto
ad offenderci. In tale circostanza è giusto assumere un atteggiamento difensivo e puntare l’arma in
direzione di chi rappresenta una  reale e concreta minaccia. Se la situazione poi decresce e non
richiede momentaneamente il potenziale uso della forza lesiva, basterà semplicemente riporla in
fondina o indirizzare l'arma in un punto neutro. Già ma dove? Rivolgo la canna in alto o in basso?
Qui mi rifaccio all’immagine precedente, nella quale si nota che le armi visibili sono tutte rivolte
verso l’alto. Osservando il filmato per intero è evidente che la concitazione e l’ammassamento di
Agenti in un’area piuttosto ristretta non permette di rivolge le armi da nessun altra parte. In una
situazione del genere indirizzare l’arma verso un collega vicino o a terra, rivolgendo la volata verso il
suolo è pressoché inevitabile. Quindi meglio puntarla verso l’alto. Azione che consiglio anche ai
meno esperti. Ricordate però che tenere l’arma verso l’alto rallenta la riacquisizione del bersaglio.
Rivolgere la volata verso il basso invece garantisce una acquisizione più veloce ed istintiva, ma
operare in questo modo è consigliabile solo a persone esperte abituate al lavoro di squadra, con gli
stessi colleghi di  cui si conoscono le abitudini e le mosse. Inoltre questa tecnica si adatta bene
all’azione di copertura di un collega che si avvicina ad una persona sospetta. Rivolgere l’arma verso
il suolo, a 45° gradi in un punto vicino alla persona sospetta è un buon metodo per muoversi in
sicurezza, mantenere una buona prontezza e per incutere un certo timore in chi ci sta davanti. 
Dopo aver esposto quanto sopra, ritorniamo a parlare dell’argomento sicurezza. Oltre alle suddette
norme di sicurezza generali ce ne sono altre che ben si adattano all’uso di qualsiasi arma. Osservare
dei comportamenti come: “non maneggiare armi che non si conoscono”; sostanzialmente le
armi funzionano sempre che le stesse tecnologie, che sarebbe bene conoscere. Tuttavia i sistemi di
sicurezza cambiano, si evolvono e migliorano. Quindi non è certo una perdita di tempo documentarvi
e leggere il libretto di uso e manutenzione, ma è ancora più importante avere un addestramento
adeguato da parte di personale qualificato! 
“Portare l’arma addosso sempre nello  stesso modo e nella stessa condizione”; sembra
banale, ma se mi abituo a portare la pistola sul fianco destro sarà lì che cercherò istintivamente di
prenderla in caso di pericolo. Anche se si cambia fondina, con un nuovo sistema di ritenzione, mi
devo abituare a questo cambiamento addestrandomi, “non lasciare mai l’arma incustodita e/o
alla portata di altre persone”; i drammatici eventi che coinvolgono gli adolescenti sono
principalmente dovuti alla mancanza di rispetto di questa norma. Si pensa sempre che certe cose
succedono sempre agli “altri”; forse è meglio immaginare di esserci noi “in quei panni” ed a che cosa
significherebbe per noi un evento del genere, “non maneggiare l’arma in luoghi non idonei”, Se
mostro la mia nuova pistola all’amico che è in auto con me, cosa potrebbe pensare un’altra persona
che mi vede da un’altra auto o dal marciapiede? Una decina d’anni fa piombammo addosso a tre
cretini che in auto tenevano i fucili da soft-air sulle ginocchia. Fortunatamente (è proprio il caso di
dirlo) la situazione fu chiarita in breve, ma non certo con parole d’amore. “non ostentare l’arma
con gli amici come se fosse un giocattolo o un gioiello”, Idem come già detto per le altre
ipotesi. Questi sono tutti comportamenti dettati dal buon senso, che ci aiutano ad evitare disgrazie
ed incidenti e che non devono ai considerarsi delle cose scontate. Tra le norme di sicurezza trovano
posto anche queste raccomandazioni: 
“Utilizzare munizioni adeguate alle caratteristiche della nostra arma”; pensate a come
rimarreste se la vostra pistola non si riarma perché le cartucce che vi siete ricaricate sono troppo
deboli, proprio quando l’arma vi serve per salvarvi! 
“Utilizzare accessori adatti alla vostra arma”; nel adattare un accessorio di un’altra arma alla
vostra, assicuratevi che non ne compromette le funzionalità. Se vi si inceppa per tale motivo l’arma
non la ripristinate più; occorre smontarla e non mi sembra certo un’operazione da fare in strada,
“Controllare e pulire le armi periodicamente e dopo averle utilizzate”; La prima fonte delle
inefficienze del funzionamento di un’arma è dovuta proprio alla mancanza di manutenzione ed alla
sporcizia!. L’abile e corretta manipolazione delle armi, da parte di chiunque che per qualsiasi ragione
(lavoro, svago, ecc.) deve portare un’arma addosso, deve essere sempre  considerata un’attività
“professionale” che bisogna assimilare ed attuare con  assoluta padronanza  fisica e mentale.
L’arma da fuoco diventa un oggetto estremamente pericoloso in mani inesperte e chi non
è in grado di maneggiarle con sicurezza non dovrebbe nemmeno toccarle. 
Tali lacune sono impensabili che possano sussistere in una persona che quotidianamente convive,
per ragioni di lavoro, con le armi da fuoco. La corretta applicazione delle norme di sicurezza deve
diventare un riflesso condizionato impostoci sia dal nostro addestramento, sia da noi stessi. 
Le norme di sicurezza specifiche. 
Strettamente collegate alle norme di sicurezza generali vi sono le norme di sicurezza specifiche,
ossia quelle norme e quei maneggi di sicurezza che vanno applicati ad un’arma in virtù delle sue
caratteristiche tecniche e meccaniche. In verità è impossibile scindere le une dalle altre e si può
quindi affermare che il giusto connubio tra le norme di sicurezza generali e le norme di sicurezza
specifiche lo si può individuare nell’affiatamento  che si ha con le armi che si hanno in uso. Un
affiatamento che comporta la cognizione di ciò che si sta facendo, la sicurezza con cui si effettua
ogni operazione e la conoscenza delle caratteristiche tecniche e strutturali delle proprie armi. 
Per definire in pratica cosa sono le norme di sicurezza specifiche citiamo degli esempi con delle armi
di caratteristiche diverse; la  pistola semiautomatica Beretta 92/FS e la pistola - mitragliatrice
Beretta PM12/S. Per entrambe è buona norma inserire la canna nel apposito foro del posto di scarico
e carico armi, togliere il  caricatore ed aprire l’otturatore (norme di sicurezza generali). Già qui si
nota una differenza: nella pistola si inserisce la sicura ordinaria manuale prima di aprire l’otturatore,
nel PM12/S ciò non è però possibile, poiché inserendo la sicura manuale non si può più aprire
l’otturatore. Queste due situazioni costituiscono due norme di sicurezza specifiche, una legata alle
caratteristiche della “92” ed una,  diversa, legata alle caratteristiche del PM12/S. Dopo di che si
controlla, che nella pistola, che non vi è la cartuccia  in camera di cartuccia e lo si fa arretrando il
carrello otturatore due volte ed osservando del contempo che l’arma é effettivamente scarica, non
dovrebbero uscire cartucce. Nel mitra PM12/S una volta aperto l’otturatore si controlla che la camera
di cartuccia sia  effettivamente vuota. Poi si chiude l’otturatore, senza la necessità di ripetere
l’operazione. Questo perché se per una sgradevole dimenticanza avessimo  lasciato il caricatore
inserito, ce ne saremmo accorti subito perché l’arma avrebbe sparato! Il PM12/S essendo un’arma
che si predispone al fuoco ad otturatore aperto non ha la possibilità di portare la cartuccia camerata.
Ecco quindi un altro esempio di norma di sicurezza specifica. Stessa cosa se compariamo le norme
ed i maneggi di sicurezza tra una pistola semiautomatica ed un revolver. Senza dilungarci nella
descrizione dei maneggi da adottare, appaiono evidenti le differenze di procedura date le diversità
costruttive di queste due armi; Il revolver è un  arma che porta sempre tutte le cartucce di cui
dispone già camerate nel tamburo, che quindi svolge anche la funzione di serbatoio. Per scaricarlo è
sufficiente far basculare il tamburo fuori del telaio, estrarre le cartucce agendo sull’alberino di
estrazione e controllare visivamente che sia uscite tutte. 
Un altro esempio corrente è riferito ai fucili calibro 12 a pompa o semiautomatici. Qui non possiamo
togliere il serbatoio, ma le cartucce vanno estratte manualmente. L’operazione è semplice, ma va
effettuata con attenzione. Dopo aver aperto l’otturatore è controllato che in camera di cartuccia non
vi è nulla, il fucile con funzionamento a pompa si può scaricare tenendo premuto l’apposito pulsante
e ed azionando l’astina sino a scaricare, una per una tutte le cartucce.  L’apparizione della testa
dell’elevatore dal serbatoio e l’otturatore aperto con la camera di cartuccia vuota ci confermeranno il
termine dell’operazione di  scarico dell’arma. Per il fucile semiautomatico la procedura è identica,
tranne che al posto di azionare l’astina di agisce sull’otturatore e/o sull’apposito pulsante di scarico
delle cartucce, a secondo delle caratteristiche dell’arma. 
Oltre ai summenzionati maneggi di sicurezza, occorre precisare che le norme di sicurezza specifiche
non si limitano alle sole armi, ma anche all’ambiente in cui lavoriamo. Anche qui vi sono dei maneggi
di sicurezza specifici in base alle situazioni in cui ci troviamo ad operare ed al tipo di arma che
stiamo utilizzando. Ad esempio, quando siamo a bordo di un veicolo blindato bisogna fare ancora
molta più attenzione al maneggio della armi. La partenza accidentale di un colpo può essere fatale,
in quanto sicuramente rimbalzerà sulle pareti o sui vetri blindati. In tale contesto è meglio avere
un’arma già pronta all’immediato utilizzo, mentre è sconsigliabile maneggiare le armi all’interno del
veicolo. 
Così come in nel caso di inceppamento della pistola - mitragliatrice PM12/S, o come in tutte le armi
che si predispongono al fuoco con l’otturatore aperto. In queste armi è sempre meglio arretrare
(armare) l’otturatore prima di togliere il caricatore. Questo per evitare la partenza accidentale del
colpo a causa di una cartuccia incastrata tra l’otturatore e la canna. L’estrazione del caricatore
potrebbe determinare la chiusura dell’otturatore e quindi la percussione dell’innesco della cartuccia.
Un’eventualità tutt’altro che remota. Bisogna ricordarsi di prestare sempre attenzione a tutte le
operazioni che si effettuano con un arma e non limitiamoci mai nell’effettuare i maneggi di sicurezza.
Ogni dubbio va fugato. Si può lavorare in sicurezza solamente quando siamo certi della condizione in
cui si trova l’arma. Non effettuare dei maneggi di sicurezza ritenendoli una scocciatura “perché tanto
siamo sicuri” è la peggiore bestialità che si possa fare. 
E poi cosa credete che i tanto accreditati membri delle più note Forze Speciali delle polizie o dei vari
eserciti non effettuino e  rispettino le norme di  sicurezza? Vi garantiscono che le effettuano e le
rispettato più di tutti gli altri. 
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